“Arma il prossimo tuo”, una mostra da record, conclude alla grande con due visite guidate con gli autori, offerte da Fujifilm

Sin dal suo primo giorno di apertura, la mostra dei fotoreporter Roberto Travan e Paolo Siccardi ha registrato una grande affluenza di pubblico tanto che Fujifilm Italia e il Museo del Risorgimento ne hanno prorogato la durata di esposizione. A conclusione di un tal successo, il 2 settembre prossimo Fujifilm e il Museo del Risorgimento offrono un evento speciale. Due incontri con gli autori Roberto Travan e Paolo Siccardi, che approfondiranno con il pubblico il delicato rapporto tra guerra e fede

ARMA IL PROSSIMO TUO. Storie di uomini, conflitti, religioni

1 marzo – 9 settembre 2018

Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino – p.za Carlo Alberto 8

Dal martedì alla domenica, ore 10 – 18 (ultimo ingresso ore 17:00), lunedì chiuso.

Biglietto unico mostra + museo: 10 euro, ridotto 8 euro – gratis Abbonamento Musei e altre card.

Sino al 9 settembre 2018, sarà possibile visitareArma il prossimo tuo. Storie di uomini, conflitti, religioni”. La mostra fotografica racconta le testimonianze raccolte nelle trincee, nelle chiese e nelle moschee distrutte, tra le popolazioni ridotte in miseria e disperazione della Repubblica Centrafricana, Sud Sudan, Kosovo, Siria, Afghanistan, Israele, Ucraina. I centodieci scatti, un percorso toccante, raccontano del perché di quei conflitti, e come nel passato, la fede e il dovere di combattere in nome di Dio ne sono le cause scatenanti.

Fujifilm e il Museo del Risorgimento per celebrare il grande successo di pubblico, forte consenso anche tra i giovani, offrono un evento speciale fissato per il 2 settembre prossimo.

Si tratta di due incontri con gli autori, Roberto Travan e Paolo Siccardi, che approfondiranno con il pubblico il delicato rapporto tra guerra e fede.

Gli appuntamenti sono cadenzati per le ore 11 e per le ore 15 ed è possibile prenotare telefonando allo 011/5621147.

Il biglietto di ingresso sarà ridotto al prezzo speciale di soli 3 euro. L’iniziativa è promossa dalla Fujifilm Italia, main sponsor della mostra di cui ha supportato la sua realizzazione come da anni fa per tutte quelle iniziative che mettono al centro la cultura dell’immagine e la sua diffusione tra un pubblico sempre più vasto per affermare in tal modo l’importanza della fotografia documentaristica.

Per maggiori informazioni: www.museorisorgimentotorino.it

Gli Autori 

Roberto Travan

Giornalista professionista e fotografo indipendente si è specializzato in reportage di guerra e sociale.

Ha seguito il conflitto in Afghanistan “embedded” con la missione militare ISAF a Kabul, Herat e Shindand. In Kosovo – al seguito del contingente Nato KFOR – ha documentato le tensioni etniche tra la comunità serba e quella albanese. Nella Repubblica Centrafricana – dilaniata dalla lotta tra cristiani anti Balaka e musulmani Séléka scoppiata nel 2013 – ha raccontato l’emergenza umanitaria e l’intervento della missione militare internazionale EUFOR Rca. Dal 2015 segue gli scontri tra le forze ucraine e gli indipendentisti filorussi per il controllo del Donbass: nel 2017 era ad Avdiivka nei giorni del drammatico assedio alla città, costato decine di vittime. Nel 2015 ha realizzato il primo di due servizi fotografici sul conflitto in Nagorno-Karabakh, la piccola Repubblica caucasica che nel 1992 ha dichiarato l’indipendenza dall’Azerbaigian. Ha inoltre seguito le proteste popolari in Armenia e in Tunisia. In Israele ha recentemente documentato la vita quotidiana degli ebrei ortodossi a Gerusalemme. I suoi reportage sono stati pubblicati principalmente da La Stampa– giornale in cui lavora dal 1989 – e tradotti in diverse lingue.

Nel 2017 ha fondato il collettivo fotografico Walkabout-Ph

Paolo Siccardi

Giornalista e photoreporter free-lance, è autore di diversi libri e mostre fotografiche: dal 2000 collabora con il settore Esteri del settimanale Famiglia Cristiana.

Inizia il percorso professionale negli Anni 80, alla fine degli “Anni di Piombo”, documentando a Torino i primi processi per terrorismo e le lotte operaie. Tra i suoi lavori più significativi quello sul conflitto in Afghanistan, dall’occupazione sovietica nel 1986 fino alla missione ISAF nel 2009.

Nel 1987 segue la rivoluzione Sandinista contro i guerriglieri Contras. È in Giordania il 17 gennaio, giorno in cui scoppia la Prima Guerra del Golfo. Per dieci anni documenta i conflitti nell’ex-Jugoslavia e i cambiamenti geo-politici nell’area balcanica. È poi la volta del Medio Oriente, la Siria e l’Alto Golan al confine con Israele. In Africa realizza alcuni servizi sui conflitti e le emergenze umanitarie in Senegal, Costa d’Avorio, Benin, Togo e Sud Sudan. Nel 2012 è in Siria durante l’assedio di Aleppo. Due anni dopo ha iniziato a documentare l’esodo delle popolazioni in fuga verso l’Europa. Dal 2015 segue il conflitto ucraino del Donbass.

I suoi reportage, prevalentemente a carattere sociale, sono stati pubblicati dalle più importanti testate giornalistiche: il Venerdì di Repubblica, Time International, Der Spiegel, Geo Japan, The Guardian, Courrier International.

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